TERRITORIO

Basilica di Sant'Andrea

La basilica di Sant’Andrea è il monumento simbolo della città di Vercelli. Iniziata nel 1219, sotto la spinta del potente cardinale Guala Bicchieri, fu terminata in pochi anni nel 1227.

Sebbene conservi ancora alcune tracce romaniche, si tratta del primo esempio di gotico nel Nord Italia. Alla sua costruzione lavorarono diverse maestranze, tra cui quelle facenti capo a Benedetto Antelami, artista già attivo nella Cattedrale e nel Battistero di Parma.

Da non perdere, oltre alla facciata, l’interno e il chiostro.

Il Mare a quadretti

Le risaie sono senza dubbio l’elemento che più caratterizza il territorio vercellese. 

A maggio, mese della Granfondo Mangia e Bevi, vengono allagate per favorire la crescita del riso, dando vita a quel fenomeno noto come “mare a quadretti”. 
Durante il percorso che condurrà in Monferrato i ciclisti potranno ammirare le cascine che si specchiano sull’acqua, insieme alle numerose specie di uccelli che della risaia hanno fatto il loro habitat ideale, come ad esempio gli aironi e gli ibis.

Il Santuario di Crea

La salita che conduce al Santuario di Crea, dedicato all’Assunzione di Maria, è la più dura della Granfondo. 

Attorno alla chiesa si sviluppa il complesso di 23 cappelle e 5 romitori del Sacro Monte, edificato su una delle colline più alte del Monferrato. 

Patrimonio dell’umanità Unesco, fa parte dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia. 

Per questo ogni anno attira migliaia di turisti e di fedeli. 

I vitigni del monferrato

Al bivio, dopo la discesa di Crea, chi sceglierà il percorso lungo entrerà direttamente nelle dolci colline del Monferrato, segnate per la maggior parte dalla coltivazione della vite. 

Il primo paese che si incontra è Grazzano Badoglio, dove nacque e morì il generale e politico Pietro Badoglio. Subito dopo Casorzo, celebre per la produzione della Malvasia, e il pittoresco borgo di Vignale che domina il panorama. 

Molte case da queste parti ospitano gli Infernot, locali sotterranei in tufo o in arenaria, ideali per la conservazione del cibo e del vino. 

AREE PROTETTE DEL PO PIEMONTESE

L’Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese, ente strumentale della Regione Piemonte derivante dalla legge regionale n. 11/2019, è nato il 1° gennaio 2021 dalla fusione dei due Enti che gestivano le aree protette del Po nel tratto torinese e nella parte vercellese-alessandrina.

Il nuovo Ente gestisce tre Parchi: 

  • Parco naturale del Po piemontese 
  • Parco naturale del Bosco della Partecipanza e delle Grange vercellesi – di nuova istituzione 
  • Parco naturale della Collina di Superga. 

Le Riserve naturali di sua competenza sono cinque: 

  • Riserva naturale del Bosco del Vaj
  • Riserva naturale del Mulino Vecchio
  • Riserva naturale dell’Isolotto del Ritano
  • Riserva naturale di Castelnuovo Scrivia 
  • Riserva naturale del Torrente Orba. 

In totale interessa un territorio di circa 16.000 ettari.

Gestisce anche numerosi siti della Rete Natura 2000 – Siti di Importanza Comunitaria (SIC), Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS) – che si sovrappongono in buona parte alle aree protette appena elencate. 

L’unione delle esperienze dei due enti che lo hanno generato coinvolge il territorio di 53 comuni: Alluvioni Piovera, Bassignana, Bosco Marengo, Bozzole, Camino, Capriata d’Orba, Casal Cermelli, Casale Monferrato, Castelnuovo Scrivia, Coniolo, Frassineto Po, Gabiano, Isola Sant’Antonio, Moncestino, Morano sul Po, Pecetto di Valenza, Pontestura, Predosa, Valenza, Valmacca (in provincia di Alessandria); Casalgrasso (in provincia di Cuneo); Baldissero Torinese, Brandizzo, Brusasco, Carignano, Carmagnola, Castagneto Po, Cavagnolo, Chivasso, La Loggia, Lauriano, Lombriasco, Mazzè, Moncalieri, Monteu Da Po, Pino Torinese, Rondissone, San Mauro Torinese, San Sebastiano Da Po, Torino, Torrazza Piemonte, Verolengo, Verrua Savoia, Villareggia, Villastellone (in provincia di Torino); Cigliano, Crescentino, Fontanetto Po, Livorno Ferraris, Palazzolo Vercellese, Saluggia, Tricerro e Trino (in provincia di Vercelli).

Il territorio dell’area protetta, che amministrativamente inizia in provincia di Cuneo, comprende l’area collinare di Superga, il bosco del Vaj, un relitto glaciale in cui si sono rifugiate durante le ultime glaciazioni molte specie di ambiente montano, e poi, come un lungo nastro, segue il corso del Po da San Sebastiano da Po fino al confine con la Regione Lombardia. 

Sono presenti zone di confluenza tra il fiume Po e i principali corsi d’acqua piemontesi: la Dora Baltea, la Sesia, il Tanaro e la Scrivia.

Il tratto è caratterizzato, per molti chilometri, a nord dalla pianura risicola vercellese e a sud dalle propaggini collinari del Monferrato casalese ricche di boschi, vigne e prati. 

L’Ente comprende un territorio prevalentemente agricolo con numerosi centri abitati: vi si trovano animali e piante di notevole interesse che rendono questa fascia protetta del Po un’area di elevato grado di biodiversità.

Sotto il profilo naturalistico le tipologie vegetazionali comprendono comunità acquatiche, con formazioni di acque correnti e di acque lentiche, comunità erbacee igrofile e di greto, arbusteti ripari a salice, arbusteti di transizione, boschi ripari e planiziali e boschi collinari.
L’avifauna ha un’ampia rappresentanza di ardeidi, quali aironi rossi, tarabusi, sgarze ciuffetto, tarabusini, e poi limicoli, anatidi e rapaci diurni e notturni.

L’Ente, oltre a tutelare l’ambiente naturale, svolge un importante lavoro di raccordo territoriale e di valorizzazione dei patrimoni locali, che va dalla riqualificazione di aree degradate alla ricostruzione degli habitat originari, dalla realizzazione di iniziative per favorire uno sviluppo turistico sostenibile a quelle educative.